Arriva a Maggio la mia canzone contro la paura.

Sarebbe bellissimo iniziare questo pezzo dicendovi che fin da quando ero bambino desideravo scrivere e cantare, ma sarebbe una bugia. Un giorno, alle scuole superiori, è arrivato un amico che mi ha cambiato la vita, che ha accesso in me una fiamma, luminosa e potente. È stata quasi un’illuminazione.

Continuavo a coltivare sempre di più la passione per la scrittura e, pagina dopo pagina, iniziai a scrivere. Non ricordo un momento preciso, non credo neanche ci sia stato davvero “il momento”in cui tutto è iniziato. Di certo, ho avuto molti diari a cui non affidavo solo i resoconti delle mie giornate, ma anche delle idee. Nel mio computer, c’è da sempre una cartella che si chiama “scrittura” in cui sono racchiusi anni e anni di tentativi.

Racconti, riflessioni, semplici frasi.

Con la scrittura e col canto ho capito che il mio mondo era quello, che mi bastava chiudere gli occhi, riordinare le idee e tradurre i miei pensieri in parole scritte. Ho scritto per nottate intere, fino a farmi venire gli occhi rossi e infiniti mal di testa, ma ne è sempre valsa la pena. Ho riempito il mio cervello di pensieri e annotazioni, ho progettato pezzi su pezzi, melodie su melodie e ho sognato di poter uscire con una mia canzone.

Ho coinvolto i miei amici nella strutturazione dei vari progetti, ho lasciato che mi parlassero e fantasticassimo insieme per ore, anche tramite videochiamata in quarantena. Ho lasciato che la scrittura diventasse una parte inscindibile, che iniziasse a rappresentare chi sono io e come mi approccio al mondo. Così, adesso sono quello che scrive tentativi di canzoni, i messaggi profondi, che trova le parole le giuste e riesce a buttare giù una bella frase in quasi tutti i momenti.

Ma, per me, la scrittura non è solo questo. È qualcosa di molto più complesso, come tutte le relazioni. C’è amore, di quelli potenti e smisurati, ma c’è rancore e risentimento, perché spesso la scrittura non mi appoggia. Anzi, mi tormenta con delle armi da cui è difficile difendersi. Una di queste è il tempo, spietato nemico di tutti, anche della creatività. 

Spesso scrivere mi è impossibile perché non ho abbastanza tempo e, quando ne ho, la pagina bianca mi fissa per ore. È tutto molto frustrante, non riesco ad uscirne. A lungo, i miei scritti sono stati semplici “incipit” che rimanevano sospesi, in attesa. 

Comunque, molto lentamente e con tanta fatica, le mie pagine di Pages, del moleskine e delle note dell’iPhone hanno ricominciato ad essere ripopolate da parole, idee, accordi e melodie.

Adesso, è solo attraverso la scrittura che riesco a liberarmi degli attimi più bui e dolorosi, a parlare d’amore, gratitudine, pienezza. La scrittura, per me, è una cosa terribilmente seria. È arte, letteratura, grammatica, sintassi. E più scrivo, più sento di doverla preservare, come se fosse compito mio difenderla quando penso che non sia praticata nel modo giusto. 

Ma sapete qual’è la verità? È che non c’è un modo giusto di vedere la scrittura, ognuno di noi la sente in modo diverso, la realizza in modo unico, ed è questo il suo dono più bello: la diversità. Ogni penna attraversa il foglio in maniera irripetibile e lo fa comunicando modi sempre nuovi modi di sentire il coraggio, il timore, la debolezza. Il mio problema è che spesso ho paura di usare la mia, di penna, perché temo i giudizi, primo fra tutti il mio, il più severo.

Però, alla fine, non posso fare a meno di essere il ragazzino che scrive sui pezzi di carta, sugli angoli dei giornali, nei diari, nelle mail, in diretta su FaceTime, nelle note del telefono. Insomma, non riesco proprio fare a meno di scrivere. La scrittura è la mia canzone contro la paura. 

Daniele Zanesi

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