Torniamo tra le 16 grandi d’Europa. Ma Paolo Maldini, a fine partita, ha detto che è solo l’inizio. Non so perché ma tenderei a fidarmi.

Secondo 4-0 consecutivo e qualificazione ottenuta. Non credo ci fosse un modo migliore per rispondere allo scempio perpetrato dall’arbitro di Milan-Chelsea che aveva messo in discussione ciò che il campo ha dimostrato non poter essere discusso. Ora godiamoci il sorteggio che, molto probabilmente, sarà tremendo. E noi non aspettavamo altro, dopo 9 anni di purgatorio.

Inenarrabile la sofferenza di un primo tempo chiuso in vantaggio di un gol ma con le coronarie messe a durissima prova da un Salisburgo tenace, coraggioso e incazzatissimo. La partenza è stata, praticamente, l’appendice della partita di andata: conclusasi quella con il palo di Leao a tempo scaduto, apertasi questa col palo di Theo questa dopo una sgroppata devastante. Il legno colpito non ha comunque lasciato la sensazione di una serata facile ed infatti, dopo un appoggio sbagliato di Kjaer, il connazionale Kjaergaard si è trovato a calciare tutto solo nel cuore dell’area, trovando la provvidenziale scivolata di Tomori sulla sua strada. La partita è rimasta apertissima e, al minuto 14, abbiamo finalmente sfruttato a dovere un calcio d’angolo calciato magistralmente da Tonali che ha trovato il capoccione vincente di Giroud. L’1-0 non ha, tuttavia, fiaccato la voglia degli austriaci che hanno continuato a pressare come matti, mettendo in grandissima difficoltà la nostra retroguardia. Adamu al minuto 16 ha girato debolmente tra le braccia di Tatarusanu, dopo un’azione a tutta velocità sviluppata sulla nostra fascia destra. Poi, lo stesso Adamu, ci ha provato di tacco ma è stato stoppato sul più bello. E’ chiaro che il pressing altissimo dei ragazzi Red Bull ci ha concesso, come rovescio della medaglia, la possibilità di trovare spazi larghissimi per il contropiede. Theo, in particolare, è stato bravissimo a lanciarsi sul suo out di competenza e a scaricare un sinistro violento che, dopo essere stato respinto goffamente da Kohn, Giroud ha ribadito in rete. Purtroppo il ginocchio di Oliviero era in fuorigioco e l’urlo liberatorio è rimasto strozzato in gola. Dopo pochi giri di orologio abbiamo rischiato grosso per un intervento alla disperata di Kalulu su Okafor che, fortunatamente, l’arbitro non ha reputato meritevole del rigore. La partita, godibilissima per chi non è tifoso, è rimasta viva soprattutto per merito del Salisburgo che ha impegnato severamente Tatarusanu con un violento mancino di Sucic e, a pochi secondi dalla fine, con Adamu. Tra le due occasioni da segnalarne anche una gigantesca per Leao che, in contropiede, si è fatto ribattere da Pavlovic il tiro a botta sicura.

Così come accaduto una settimana fa a Zagabria, ad un primo tempo equilibrato (sofferto, più che altro, questo con gli austriaci) ha fatto da contraltare un secondo tempo dominato in lungo e in largo che ci ha consegnato, dopo 9 anni, l’accesso agli ottavi. Il merito principale è stato quello di trovare subito il raddoppio con Krunic che ha raccolto la sponda aerea di Giroud ed ha insaccato di testa. A quel punto il Salisburgo si è sciolto come neve al sole e siamo saliti prepotentemente in cattedra guidati da un Bennacer a dir poco eccezionale. Kalulu, altro mostro, ha impegnato il portiere avversario con un bel tiro di controbalzo poi, al minuto 57, Leao ha circumnavigato l’intera area di rigore, da sinistra a destra, prima di metterla in mezzo e trovare il solito puntualissimo Oliviero che ha scaraventato in porta il pallone che, in pratica, ha messo fine alla partita. Da quel momento in poi, infatti, si è giocato senza più particolare ansie, Leao ha colpito una traversa clamorosa su grande assist di Theo, prima di essere sostituito insieme all’immenso Ismael Bennacer. Loro, comunque, hanno provato a trovare il gol della bandiera, che avrebbero anche meritato, senza rendersi particolarmente pericolosi, fatta eccezione per un tiro di Sucic uscito di poco e un diagonale di Sesko che Tata ha smorzato con difficoltà. Noi, in campo aperto, avremmo potuto far molto male ma abbiamo quasi sempre sbagliato l’ultimo passaggio o il tiro. Ho detto quasi perché, al 91’, Junior Messias, uno che col gol ha un feeling particolare, in contropiede ha prima sterzato verso il centro e poi bucato il portiere austriaco per il definitivo 4-0.

La qualificazione agli ottavi ottenuta in questo modo non merita di far finire nessuno dietro la lavagna, quindi tutti promossi ma Giroud, autore di una doppietta e due assist, è innegabilmente l’uomo della partita. Anzi direi che ci sta piacevolmente abituando ad essere l’uomo delle partite, quelle importanti. Ismael Bennacer è stato semplicemente pazzesco così come Pierino Kalulu che non ha fatto passare uno spillo.

Torniamo tra le 16 grandi d’Europa. Ma Paolo Maldini, a fine partita, ha detto che è solo l’inizio. Non so perché ma tenderei a fidarmi.

 

Daniele Zanesi

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