La seconda serata della 72esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. L’autobattesimo di Achille Lauro ha colpito il largo pubblico, composto per la maggioranza dai parenti dello stesso Achille Lauro. A fine serata la classifica che raccoglie i voti della sala stampa per quanto riguarda questo primo giro di valzer di brani: Elisa si piazza subito prima.
Sangiovanni – “Farfalle” – Voto 3,5: Apprezzabile il fatto che in pratica indossi un abito di un colore che si è inventato lui, una sorta di viola catarro inguardabile. L’esibizione è più o meno in linea; ricorda, per intensità e profondità, quando da ragazzi l’amico in crisi amorosa ci trascinava fuori per raccontarci delle proprie disavventure tracannando birre a ripetizione: sbiascica qualcosa che non capisci. Un disastro. Alla fine pensi quello che alla fine pensi del tuo amico: “Vabbè, passerà”.
Giovanni Truppi – “Tuo padre, mia madre, Lucia” – Voto 6: Un brano che, in tutta onestà, nessuno lo scambi per un rigurgito radical chic, è troppo per Sanremo. Troppa poesia per una prima serata in mezzo ad un varietà. Da Giovanni Truppi non mi aspettavo niente di meno.
Le Vibrazioni – “Tantissimo” – Voto 7: Le Vibrazioni sono fighi, suonano bene, ci credono tantissimo, forti del loro mestiere; ma raramente riescono ad affondare il colpo. Lo sanno fare, lo sappiamo, “In una notte d’estate”, “Ovunque andrò”, quando picchiano, picchiano duro.
Emma – “Ogni volta è così” – Voto 5: “Ogni volta è così” è quello che pensiamo in linea di massima quando sentiamo una nuova canzone di Emma.
Matteo Romano – “Virale” – Voto 5: Diciamo che i tempi in cui da Sanremo Giovani arrivavano Andrea Bocelli, Giorgia, Alex Britti, Eros Ramazzotti e Marco Masini sono finiti.
Iva Zanicchi – “Voglio amarti” – Voto 4,5: Non si può che voler bene a Iva Zanicchi, che domina il palco e la canzone, seppur con qualche imprecisione, seppur il brano risulti vecchio pure per le nonne, come se cantasse nella sua cucina mentre frigge gli gnocchi.
Ditonellapiaga e Donatella Rettore – “Chimica” – Voto 8: Il pezzo è una bomba. Lo ha scritto Ditonellapiaga. Quello con Donatella Rettore è un vero incontro che fa scintille, creano un meraviglioso corto circuito, le due sul palco si divertono, interpretano senza strafare. Il brano è anche complesso, non è lineare, non è facile da cantare, ma Ditonellapiaga e Donatella Rettore se la sono bevuta come acqua fresca. Bravissime.
Elisa – “O forse sei tu” – Voto 9: Elisa è sempre ipnotica. “O forse sei tu” è quello che stanno pensando tutti quelli che si sono giocati la vittoria di Mahmood e Blanco. Si tratta di un bellissimo brano, il passaggio da strofa a ritornello è magnifico, ti trascina per le orecchie dentro un vortice che si stiracchia in una cantilena affascinante, stupenda, definitiva.
Fabrizio Moro – “Sei tu” – Voto 7: “Per te” di Jovanotti alla romana. Una canzone profonda, perfetto stile Moro, che solo lui sa interpretare nei migliore dei modi. Bella.
Tananai – “Sesso occasionale” – Voto 4: C’è qualcosa in questa canzone bruttina che sbrilluccica. Forse più che “Sesso occasionale” verrebbe da dire “intonazione occasionale”.
Irama – “Ovunque sarai” – Voto 6,5: Entra in scena dopo una colluttazione con Spiderman, canta una lettera ad una persona evidentemente scomparsa. Il brano è mediocre, resta troppo in superficie rispetto all’argomento che tratta, risultando così discretamente pretenzioso.
Aka 7even – “Perfetta così” – Voto 3,5: “Perfetta così” è evidentemente quello che gli ha risposto un amico quando gli ha fatto sentire la canzone, ma era uno scherzo. La verità è che da Aka 7even non ci aspettavamo niente di più, dovremmo tenere certi ragazzi, sui quali annualmente vengono appiccicate addosso delle hit estive, lontani dal Festival.
Highsnob e Hu – “Abbi cura di te” – Voto 6: Come personaggi sembrano usciti dal set di “Nirvana” ma il brano è valido, inciso con una produzione minimal potrebbe far esaltare un testo sensato.
Daniele Zanesi

