Ancora li. Intrappolati nella Banca di Stato. Loro e noi. La banda e lo spettatore . C’è troppo in ballo: ci sono la vita di ciascuno di loro, un piano che di minuto in minuto si fa più difficile da portare a termine. La quarta parte alza la posta in gioco, il ritmo si fa sempre più veloce, il sangue che scorre si fa copioso e le lacrime bagnano i volti dei protagonisti.
Tra colpi di pistola, sangue, scontri sempre più diretti e guerre aperte si evolve questa quarta parte. La vita dei protagonisti è in bilico e appesa a un filo, lo è sempre ma in questi ultimi episodi della quarta stagione ciò è ancora più evidente. Ci sono e poi non ci sono più, basta non essere attenti, essere concentrati sulla porta e non alle proprie spalle. Accade questo a Nairobi, rimasta sola in quel momento perché la squadra sta rincorrendo Gandìa, l’arma diretta alla porta, bloccata sulla sedia a rotelle dopo l’intervento subito, non si accorge che da un’apertura sul soffitto si sta calando Gandía.
Nairobi è in pericolo, la squadra lo sa, basta un colpo di pistola e tutto può cambiare; la mossa della guardia è usare come esca la donna, in realtà è la seconda esca perché l’agente ha già rapito e portato in un luogo segreto Tokio. Perdono pezzi e, di perdita in perdita, si è sempre più fragili e il nemico lo sa. Tokio è stata rapita, Lisbona è in mano della polizia, Nairobi viene inchiodata alla porta con il volto che sbuca da essa in modo che gli altri della banda possano vederla.
Gandìa vuole colpire al cuore e sa che il loro punto debole è proprio il legame che li tiene uniti. Si soffre durante queste puntate perché Nairobi è uno dei personaggi più forti di questa serie e lo si capisce fin da subito che per lei sarà difficile resistere ai colpi della sorte e del crudelissimo Gandìa che picchia, infligge ferite a colei che è già fragile a causa del colpo di pistola sparato a tradimento. Vive o muore la donna? Lo si scopre verso la fine della stagione ma ciò che è evidente è che quello da lei patito sarà un calvario e lo sarà anche per i suoi compagni a lei tanto legati.
A guardare tutto, crollando miseramente in prima istanza tra lacrime e sensi di colpa, c’è il Professore che cerca di mettere a posto la situazione per quanto possibile. Ha molto da perdere, infatti si prefigge di riavere Lisbona, far uscire i suoi dalla Banca, vincere su tutta la linea, ma è più difficile di quanto possa pensare. Il nemico è rabbioso, ha la bava alla bocca, attacca e si fa sempre più crudele e desideroso di addentare la preda. Il desiderio di vendicarsi di chi li ha colpiti al cuore è forte ma bisogna usare la ragione e servirsi di ogni mezzo per avere la meglio.
Freddo e glaciale, il Professore, costruisce il nuovo piano dettagliatamente, fase per fase. Dimostrare al mondo chi è la Polizia, chi sono Sierra e Prieto, in questo modo si rigenera quella forza rivoluzionaria che è stata fondamentale per la squadra della prima stagione: la resistenza è tornata. La finta esecuzione di Lisbona, il trattamento riservato a Rio, la triste storia di Nairobi sono elementi forti, utili a creare un pubblico inneggiante alla banda, che disprezza le forze dell’ordine e il governo.
La narrazione si fa sempre più tesa e lo spettatore lo sente, il cerchio si stringe e i nostri cadono, piangono, reagiscono e si disperano. L’emozione c’è, sale di secondo in secondo, si fa pugno nello stomaco e non mancano le lacrime. Uno dei pregi di una serie come “La Casa di Carta” è sicuramente quella di creare un legame strettissimo con il pubblico.
Il mondo è perfettamente diviso, ci sono Rio, Denver, Nairobi, Palermo, Stoccolma, Helsinki, Lisbona, Bogotà e poi ci sono gli altri, i “cattivi” che dovrebbero essere i cosiddetti buoni ma lo spettatore si schiera fin da subito senza se e senza ma. Noi siamo con le tute rosse e le maschere, siamo lì a tenere la testa di Nairobi, a dare man forte a Lisbona, ad aiutare il Professore a ricostruire il piano da zero con degli uomini nuovi.
Questa quarta parte sorprende e addolora per la portata di alcuni eventi e riesce a colpire ancora una volta. Si comprende dal finale sospeso della quarta stagione che la prossima si preannuncia essere piena di colpi di scena.
Daniele Zanesi

